Le fake news possono influenzare il modo in cui apprendiamo?
A questa domanda risponde un nuovo studio pubblicato su PNAS, una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, ideato e condotto dal prof. Stefano Lasaponara del Dipartimento di Psicologia della Sapienza.
Sappiamo che le persone tendono a preferire informazioni coerenti con quanto già ritengono vero. Ma i risultati dello studio mostrano che questo non è solo un bias nelle scelte: è un meccanismo che entra in gioco fin da molto presto nel processo decisionale. Già prima della scelta, infatti, la risposta pupillare rivela una predisposizione verso opzioni coerenti con le proprie credenze. In altre parole, ciò che riteniamo vero orienta il modo in cui esploriamo e valutiamo le informazioni fin dalle primissime fasi.
Questo ha conseguenze dirette sull’apprendimento. Quando una notizia è percepita come vera, le persone imparano rapidamente a selezionarla quando è associata a una ricompensa; al contrario, quando è percepita come falsa, tendono a ignorare anche evidenze che suggerirebbero di cambiare strategia.
Questi risultati suggeriscono che contrastare la disinformazione non significa solo fornire informazioni corrette, ma anche comprendere i meccanismi cognitivi che guidano la selezione e l’apprendimento delle informazioni. In un contesto in cui i contenuti online sono spesso allineati alle convinzioni degli utenti, promuovere una maggiore consapevolezza di questi processi costituisce una sfida cruciale per la società.
Eye of the beholder: Pupillary response reflects how subjective prior beliefs shape reinforcement learning with fake news
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